Nel sistema delle gare pubbliche, il diritto di accesso agli atti ha sempre richiesto un difficile equilibrio tra trasparenza, tutela della concorrenza e protezione dei dati sensibili. Con il nuovo Codice dei contratti pubblici, questo equilibrio è stato profondamente rivisto, puntando su un modello più rapido e digitale.
La novità principale è l’accesso automatico agli atti di gara tramite piattaforme digitali, che riduce il ricorso a richieste formali e anticipa la conoscenza dei documenti rilevanti. L’obiettivo è rendere più veloce il controllo tra operatori economici e, se necessario, il contenzioso. Ma questa scelta ha sollevato alcuni dubbi: quali documenti devono essere subito accessibili? E fino a che punto è possibile mostrare dati personali senza violare le regole sulla privacy?
A chiarire questi aspetti è intervenuto il Consiglio di Stato, con il parere n. 61 del 13 gennaio 2026, richiesto dall’ANAC nell’ambito dell’aggiornamento del Bando tipo per le gare pubbliche.
Accesso sì, ma non per tutti e non a tutto. Il primo chiarimento riguarda i dati personali contenuti nelle offerte, come nomi, curricula e informazioni anagrafiche. Secondo il Consiglio di Stato, per i primi cinque classificati l’accesso a questi dati deve avvenire in chiaro, senza oscuramenti automatici. Il motivo è semplice: l’accesso non è pubblico e indiscriminato, ma riservato a un numero limitato di operatori che hanno un interesse concreto a verificare il corretto svolgimento della gara. Oscurare questi dati renderebbe l’accesso inefficace.
Diverso è invece il discorso per le gare svolte con inversione procedimentale, cioè quelle in cui l’amministrazione aggiudica l’appalto prima di aver verificato tutta la documentazione amministrativa dei concorrenti. In questi casi, il Consiglio di Stato chiarisce che non è previsto l’accesso automatico ai documenti che non sono ancora stati controllati. Senza una verifica, infatti, non c’è un atto amministrativo vero e proprio da contestare, e l’accesso rischierebbe di diventare solo esplorativo.
Un principio guida. Dal parere emerge un principio chiaro: l’accesso anticipato serve a controllare ciò che l’amministrazione ha già valutato, non ad anticipare controlli che devono ancora essere svolti. Si tratta di un chiarimento importante, che aiuta stazioni appaltanti e operatori economici a orientarsi nel nuovo sistema delle gare digitali, dove trasparenza, tutela dei dati e rapidità delle procedure devono convivere senza sovrapporsi.
Traspare,
do it easy!




