L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha definito le priorità della vigilanza per il 2026, con un rafforzamento dei controlli sul settore dei contratti pubblici.
Tra le novità principali figura l’utilizzo sperimentale dell’intelligenza artificiale per monitorare i bandi di gara e individuare clausole anticoncorrenziali o gravi violazioni della normativa.
Particolare attenzione sarà riservata alla digitalizzazione degli appalti, con verifiche sull’effettivo utilizzo delle Piattaforme di approvvigionamento digitale (PAD) certificate da parte delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza.
Sul fronte dei lavori pubblici, ANAC intensificherà la vigilanza sulle opere bloccate o fortemente rallentate, soprattutto nei settori della sanità, della tutela ambientale e della sicurezza del territorio.
Sotto osservazione anche gli interventi contro il dissesto idrogeologico, gli impianti per il trattamento dei rifiuti, la depurazione delle acque e le varianti in corso d’opera.
Per servizi e forniture, i controlli si concentreranno su comparti considerati più esposti a criticità, come sanità, ristorazione, pulizie, trasporto scolastico, assistenza sociale e accoglienza dei migranti, con particolare attenzione al ricorso improprio a proroghe e affidamenti in deroga.
Capitolo rilevante anche quello dei contratti finanziati dal PNRR.
L’attività ispettiva sarà rafforzata soprattutto nelle missioni Istruzione, Inclusione e Salute, che registrano livelli di spesa inferiori alla media. Nel mirino i ritardi nella realizzazione di asili nido, mense scolastiche, Case e Ospedali di Comunità, con un’attenzione specifica alle aree del Mezzogiorno.
La direttiva prevede inoltre controlli sul rispetto dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) negli appalti per edilizia e infrastrutture stradali, sia nella fase di gara sia durante l’esecuzione dei lavori.
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