MEPA non più obbligatorio? La Corte dei conti apre alle piattaforme certificate.
Una recente deliberazione introduce un chiarimento rilevante per tutte le stazioni appaltanti.
Secondo il parere n. SCCLEG/7/2026, le piattaforme di approvvigionamento digitale certificate possono essere utilizzate in alternativa al MEPA per gli acquisti di beni e servizi di importo compreso tra 5.000 euro e la soglia comunitaria.
Si tratta di un passaggio importante, che si inserisce nel percorso di piena digitalizzazione dei contratti pubblici previsto dal nuovo Codice degli appalti.
In particolare, la Corte evidenzia come il sistema non sia più fondato su un’unica piattaforma, ma su un ecosistema digitale interoperabile, in cui le piattaforme certificate — se conformi ai requisiti tecnici e normativi — garantiscono gli stessi livelli di tracciabilità, trasparenza e concorrenza.
Per le amministrazioni, questo si traduce in una maggiore flessibilità operativa nella gestione degli acquisti, senza venir meno agli obblighi di legge.
Resta inteso che, sebbene l’ANAC abbia confermato la proroga dell’uso dell’interfaccia web della PCP per gli affidamenti diretti di importo inferiore a 5.000 euro, le PAD possono comunque essere utilizzate anche per affidamenti di tali importi.
Oggi, quindi, la differenza non è più “dove acquistare”, ma con quali strumenti farlo in modo efficiente, conforme e pienamente digitale.
Traspare, in qualità di piattaforma di approvvigionamento digitale certificata, consente alle stazioni appaltanti di cogliere da subito queste opportunità, semplificando i processi e garantendo piena aderenza al quadro normativo.
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